" Kohaku ": 2020, oil on canvas, 150 x 100 cm (59 x 39,4 in)

L’essere umano è stato per secoli posto sull’altare di significato dal pensiero umanista, ha certamente potenzialità grandissime, all’apice del castello di carte, ma è essenzialmente tra gli esseri più fragili, più dipendenti, in quanto estremamente collegato al vivente. Sento quindi, in quest’era di folle consumismo ontologico, l’urgenza di porre al centro della mia ricerca di significato “l’altro”, intendendo però questo “altro” come “alterità naturale” di cui siamo componente e relazionante.
Superando il pensiero antropocentrista, seguendo quella che è la direzione aperta dal biocentrismo postumanista, la mia investigazione si incentra sul concetto di alterità nella nostra contemporaneità, focalizzandosi sulle dinamiche dialogiche tra noi stessi ed il diverso già presente in noi.
E’ risaputo che la Natura ha una grande valenza simbolica nel mondo asiatico. L’apparato culturale di queste regioni, oggi più che mai di fronte alle complesse domande derivanti da un capitalismo fuori controllo, si aggrappa tenacemente alle proprie radici millenarie nella ricerca di un fragile equilibrio tra Uomo e Natura.
In queste antiche culture, esiste un sacro dialogo tra l’uomo ed il mondo naturale che ritengo di profonda ispirazione per esplorare il tema in questione. Un esempio interessante si potrebbe ricondurre all’antica tradizione apotropaica d’interpretare ciò che avviene all’interno di uno specchio d’acqua. Il fiorire della flora, quanto le dinamiche inerenti alla fauna di questi ambienti, sono solo alcuni degli aspetti che possono suggerire importanti riflessioni sull’esistente.
L’elemento acqueo sembra essere lo schermo (specchio) ideale di espressioni emotive interiori. Il punto di vista si rivela già di per sé prospettiva privilegiata, per leggere dall’esterno le dinamiche che condizionano un mondo “altro”, perché animale, e “altro”, perché fisicamente lontano dalla nostra prossemica. Presenta inoltre, nelle sue caratteristiche fisiche d’ingrandimento e distorsione, peculiarità singolari per immergersi con distacco nell’interpretazione del nostro io più profondo. Il fenomeno naturale, acquisisce il ruolo di feticcio, divenendo mediatore simbolico di un equilibrio fondamentale per “”ripristinare l’esperienza di inseparabilità originaria [e recuperare così] lo stato originario di purezza e di trasparenza.”” (D.T.Suzuki).
La mia interpretazione pittorica di questo fenomeno intende assumere il medesimo potere evocativo. L’osservatore è invitato a cedere momentaneamente la responsabilità d’azione, a favore di un atteggiamento meditativo e proiettivo di sé - dove immaginario e sensibile coincidono - per finalmente ““accendere la scintilla della percezione (. . .) diventando tessuto del mondo”” (M.Ponty)