" Study over Melancholy ": 2020, oil on paper, 80 x 54 cm (31,5 x 21,3 in)

Escludendo dall’equazione storica e culturale il contesto ambientale, di cui siamo manifestazione fragile fra i fragili, ci siamo preclusi un infinito campo del sapere che intendo invece approfondire. Credo profondamente che sia necessario accogliere la memoria evolutiva che accomuna tutti noi per rivoluzionare ed estendere nuove radici del pensiero umano.

Numerosi segnali ci spingono a riflettere su questo silenzioso rapporto che ci definisce e accompagna nell’esistenza. Ciò che reputiamo inconsciamente diverso e lontano, simultaneamente ci attrae e affascina, in quanto esseri ibridi di un mondo in continua ibridazione. Siamo sempre inconsciamente attratti da un elemento organico, come se percepissimo la medesima provenienza che ci accomuna. Non è un avvenimento unicamente spirituale, ma ugualmente fisico. Il nostro corpo modifica la sua chimica in presenza di una pianta, e altrettanto si verifica nell’elemento vegetale. Avviene un vero e proprio processo di riconoscimento tra noi ed il mondo naturale. Non accolgo passivamente questa dinamica in me e fuori da me, ma voglio approfondirla per svolgerne le intricate letture.

I miei dipinti intendono approfondire proprio l’aspetto percettivo e sensoriale di questo antico legame ricreando dimensioni che dialogano contemporaneamente con le caratteristiche organiche, culturali, armoniche del disordine vitale che ci accomuna tutti. Questo muto dialogo prende forza attraverso una pittura gestuale, materica, coinvolgendo lo spettatore nel movimento vitale e generativo del mondo, trasposto ora su tela dove cromie si rincorrono e sovrappongono. Gestualità pittoriche, come movimenti musicali, si intersecano in un dinamismo cromatico solo parzialmente controllato, creando dimensioni generative inaspettate. Testimoni silenziose dell'inarrestabile lotta del vivere.