For centuries, Man bas been placed on the altar of meaning by humanist thought. He certainly has utmost potential but is essentially the most fragile and dependent of beings, tied to “living” as if atop of a house of cards. In this era of ontological consumerism, I feel the urgency of something “other” as in “natural alterity” of which we are both component and relation. Overcoming anthropocentric thought, following the direction open to posthuman biocentrism, my investigation centers itself on the concept of contemporary alterity, focusing on the dynamic dialogue between ourselves and that which is different within ourselves. The subjects depicted in my paintings are evocations of sensory experiences relating to the natural phenomenon. Direct memories, as literary or photographic references, stimulate a critical deepening of the shamanic dimension in the context of man / nature naturans, identifying with the variable relationship between popular culture and art in the most specific sense. My works reproduce ambiguous dimensions between the abstract and the figurative with the express purpose of reawakening the primitive root that is dormant but inherent in us.

L’essere umano è stato per secoli posto sull’altare di significato dal pensiero umanista, ha certamente potenzialità grandissime, all’apice del castello di carte, ma è essenzialmente tra gli esseri più fragili, più dipendenti, in quanto estremamente collegato al vivente. Sento quindi, in quest’era di folle consumismo ontologico, l’urgenza di porre al centro della mia ricerca di significato “l’altro”, intendendo però questo “altro” come “alterità naturale” di cui siamo componente e relazionante. Superando il pensiero antropocentrista, seguendo quella che è la direzione aperta dal biocentrismo postumanista, la mia investigazione si incentra sul concetto di alterità nella nostra contemporaneità, focalizzandosi sulle dinamiche dialogiche tra noi stessi ed il diverso già presente in noi. I soggetti raffigurati nei miei dipinti sono evocazioni di esperienze sensoriali di fronte al fenomeno naturale. Memorie dirette, quanto riferimenti letterari o fotografici, sono stimolo di un approfondimento critico della dimensione sciamanica nel contesto uomo /natura naturans, identificandosi con la relazione variabile tra cultura popolare e arte nel senso più specifico.
I miei lavori riproducono dimensioni ambigue tra l’astratto ed il figurativo con il preciso scopo di risvegliare la radice primitiva assopita ma insita in noi.